LA SINTASSI - come migliorarla?
Come migliorare la sintassi:
quando le parole trovano il loro posto
Ci sono frasi che, quando le leggiamo, sembrano inciampare.Le parole ci sono tutte. Il significato, più o meno, anche. Eppure qualcosa non funziona: il soggetto compare troppo tardi, il verbo si perde per strada, le subordinate si moltiplicano come parenti a Natale e, alla fine, arrivare al punto della frase diventa quasi un'impresa.
È qui che entra in gioco la sintassi.
La sintassi è, in parole semplici, il modo in cui organizziamo le parole all'interno di una frase e le mettiamo in relazione tra loro.Non basta quindi avere un buon vocabolario. Bisogna anche sapere come disporre le parole perché la frase respiri.E non è una questione riservata agli scrittori.
Una buona sintassi aiuta quando scriviamo un romanzo, certo, ma anche quando mandiamo una mail, prepariamo una relazione, scriviamo un post o semplicemente vogliamo farci capire senza costringere chi ci legge a tornare indietro tre volte.
1. Partiamo dal verbo
Il verbo è spesso il cuore della frase.
Se lo nascondiamo troppo bene, il lettore rischia di non trovarlo.
Prendiamo questa frase:
La decisione, dopo una lunga discussione tra tutti i membri del consiglio, nonostante le numerose difficoltà emerse nelle settimane precedenti, è stata presa.
Grammaticalmente non c'è nulla di scandaloso. Ma possiamo renderla più agile:
Dopo una lunga discussione, il consiglio ha preso la decisione nonostante le difficoltà emerse nelle settimane precedenti.
Oppure, se vogliamo dare più importanza alla decisione: Nonostante le difficoltà emerse nelle settimane precedenti, il consiglio ha preso la decisione dopo una lunga discussione.
La differenza non è nelle informazioni, ma nel modo in cui le informazioni vengono ordinate.
Una buona domanda da farsi è: Qual è l'azione principale della mia frase?
Una volta trovato il verbo, possiamo costruirgli intorno il resto.
2. Non mettere tutto nella stessa frase
A volte abbiamo talmente tante cose da dire che decidiamo di metterle tutte insieme.
Risultato?
Una frase che sembra una valigia preparata cinque minuti prima di partire: c'è dentro tutto, ma non si trova più niente.
Per esempio:
Maria, che aveva iniziato a lavorare in quella libreria molti anni prima quando ancora studiava all'università e che nel frattempo aveva conosciuto il proprietario, che poi era diventato suo amico, decise di lasciare il lavoro perché aveva ricevuto un'offerta da una casa editrice che si trovava in un'altra città.
Possiamo semplicemente dividerla:
Maria lavorava in quella libreria da molti anni. Aveva iniziato quando era ancora all'università e, nel frattempo, aveva stretto amicizia con il proprietario. Quando ricevette un'offerta da una casa editrice di un'altra città, decise di lasciare il lavoro.
Abbiamo perso qualcosa? No.
Abbiamo guadagnato chiarezza.
Una frase breve non è necessariamente una frase migliore. Ma una frase che contiene troppe informazioni può diventare difficile da seguire.
La domanda da porsi è: Quante idee sto cercando di infilare nella stessa frase?
Se sono quattro o cinque, forse è arrivato il momento di usare un punto.
3. Attenzione alle subordinate
Le subordinate sono utilissime.
Senza di loro, la lingua diventerebbe piuttosto triste.
Il problema nasce quando una subordinata ne contiene un'altra, che ne contiene un'altra ancora, che a sua volta introduce un'altra informazione.
Un esempio volutamente esagerato:
Quando Luca, che aveva promesso a sua madre che sarebbe tornato presto perché il giorno dopo doveva lavorare, arrivò a casa, si accorse che la porta, che di solito lasciava aperta quando usciva per pochi minuti, era chiusa.
Possiamo alleggerire:
Quando Luca arrivò a casa, si accorse che la porta era chiusa. Di solito la lasciava aperta quando usciva per pochi minuti. Quel giorno, però, era rientrato più tardi del previsto.
Il lettore ringrazia.
Non dobbiamo eliminare le subordinate. Dobbiamo semplicemente evitare che diventino una matrioska sintattica.
4. Metti vicino ciò che è collegato
Una delle regole più semplici per migliorare la sintassi è questa:
le parole che stanno insieme logicamente dovrebbero stare, quando possibile, anche vicine nella frase.
Per esempio:
Giulia ha consegnato al direttore, dopo averlo corretto per tutta la notte, il documento.
Chi ha corretto il documento?
Giulia, presumibilmente.
Ma la costruzione può creare per un attimo confusione.
Meglio:
Dopo aver corretto il documento per tutta la notte, Giulia lo ha consegnato al direttore.
Adesso la frase accompagna il lettore senza fargli fare avanti e indietro.
5. Occhio agli incisi
Gli incisi sono preziosi: aggiungono informazioni, sfumature, commenti.
Ma, se ne mettiamo troppi, la frase comincia a somigliare a un percorso a ostacoli.
Guardate qui:
Il romanzo, che era stato pubblicato nel 1998 e che aveva ricevuto, cosa non scontata per un autore esordiente, numerosi riconoscimenti, è ancora oggi, soprattutto tra i lettori più giovani, molto apprezzato.
Possiamo alleggerire:
Pubblicato nel 1998, il romanzo ricevette numerosi riconoscimenti. Ancora oggi è molto apprezzato, soprattutto dai lettori più giovani.
Non sempre bisogna dire tutto nella stessa frase.
La punteggiatura non serve soltanto a indicare dove respirare. Serve anche a dare un ritmo al pensiero.
6. Cambia l'ordine quando serve
In italiano l'ordine più comune è:
soggetto + verbo + complemento
Marco legge un libro.
Ma la lingua italiana ci permette di giocare molto con l'ordine delle parole.
Un libro, Marco lo legge ogni sera.
Ogni sera Marco legge un libro.
È ogni sera che Marco legge un libro.
Le informazioni sono simili, ma cambia il punto su cui cade l'attenzione.
La sintassi, quindi, non serve soltanto a costruire frasi corrette. Serve anche a decidere che cosa vogliamo mettere in primo piano.
In narrativa, questa possibilità diventa particolarmente interessante.
Aveva paura è diverso da:
La paura non lo aveva mai lasciato.
E ancora diverso da: Non era la prima volta che aveva paura.
Il significato di fondo può essere vicino, ma cambia la prospettiva.
7. Evita le parole che rallentano la frase
A volte la frase non è difficile perché l'idea è complessa.
È difficile perché abbiamo aggiunto parole che non servono.
Per esempio:
Al fine di poter procedere alla realizzazione del progetto, sarà necessario effettuare una valutazione preliminare.
Possiamo scrivere:
Per realizzare il progetto, sarà necessario fare una valutazione preliminare.
Oppure:
Prima di realizzare il progetto, dovremo valutarne la fattibilità.
Stesso concetto. Meno parole. Più movimento.
Non significa che dobbiamo trasformare ogni testo in una sequenza di frasi telegrafiche.
Significa che ogni parola dovrebbe avere un motivo per essere lì.
8. Leggere ad alta voce: il trucco più semplice
C'è un metodo antico, gratuito e sorprendentemente efficace per migliorare la sintassi:
leggere quello che abbiamo scritto ad alta voce.
Se arriviamo alla fine della frase senza ricordarci come era iniziata, probabilmente qualcosa non funziona.
Se ci viene spontaneo fermarci prima di una virgola, forse quella virgola non è messa nel posto giusto.
Se inciampiamo sempre nello stesso punto, anche il lettore potrebbe inciampare.
La lettura ad alta voce ci permette di sentire il ritmo della frase, non soltanto di guardarlo.
E spesso il nostro orecchio si accorge di un problema prima dei nostri occhi.
Una piccola palestra di sintassi
Proviamo a trasformare questa frase:
Il giovane scrittore, dopo aver trascorso diversi mesi nella città in cui aveva vissuto da bambino e nella quale era tornato perché voleva ritrovare le persone che aveva conosciuto durante la sua infanzia, decise di scrivere un romanzo ambientato proprio lì.
Possiamo scrivere:
Il giovane scrittore tornò nella città in cui aveva vissuto da bambino. Voleva ritrovare le persone conosciute durante l'infanzia. Dopo alcuni mesi trascorsi lì, decise di ambientarvi il suo nuovo romanzo.
La seconda versione non è necessariamente "più letteraria". È semplicemente più leggibile.
E questo ci porta a una regola fondamentale:
Una buona sintassi non significa scrivere frasi semplici.
Significa scrivere frasi che permettano al lettore di seguire il pensiero senza perdersi.
A volte servirà una frase lunga.
A volte serviranno tre frasi brevi.
A volte sarà efficace spostare il verbo all'inizio.
A volte un punto fermo farà più bene di una virgola.
La sintassi è, in fondo, una questione di equilibrio
Le parole sono gli strumenti. La sintassi decide come suonano insieme.
E quando trovano il loro posto, succede una cosa bellissima: il lettore non si accorge più della costruzione della frase.
Semplicemente, continua a leggere.


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